"L'immigrato è un essere umano, differente per cultura e tradizione ma comunque da rispettare", e "la violenza non deve essere mai per nessuno il modo per risolvere le difficoltà". Lo ha detto il Papa all'Angelus in piazza san Pietro, riferendosi ai fatti accaduti nei giorni scorsi a Rosarno, in Calabria.
Bisogna ripartire - ha esclamato il Papa - "dal cuore del problema. Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato - ha affermato con forza - è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare nell'ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita".
"La violenza - ha detto ancora - non deve essere mai, per nessuno, la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano. Invito - ha concluso - a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me".
Gli immigrati hanno diritti ma la violenza non è giusta
-"La violenza non sia mai, per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema ¨ anzitutto è umano. Invito a guardare il volto dell'altro, e ha scoprire che egli ha un animo, una storia e che Dio lo ama, come ama me".
"Due fatti - ha spiegato il Papa - hanno attirato in modo particolare la mia attenzione in questi ultimi giorni: in primo luogo il caso della condizione dei migranti che cercano una condizione migliore in paesi che hanno bisogno e le situazioni conflittuali in varie parti del mondo, in cui i cristiani sono oggetti di attacchi spesso anche violenti".
"Bisogna ripartire dal cuore del problema - ha suggerito Benedetto XVI - ogni migrato è un essere umano, differente da cultura, religione e storia, ma pur sempre una persona da rispettare, con diritti-doveri da rispettare. E' facile la tentazione dello sfruttamento".
Egitto, non ci può essere violenza in nome di Dio
La "diversità religiosa" non può mai giustificare la violenza, e "non può esserci violenza in nome di Dio": lo ha detto il Papa all'Angelus riferendosi alle violenze dei giorni scorsi in Egitto e in altre parti del mondo contro alcune comunità cristiane. "Occorre che le istituzioni - ha aggiunto - non vengano meno alle proprie responsabilità".
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