negli ultimi 5 anni un dipendente in possesso di cud non ha presentato la dichiarazione negli ultimi 5 anni ora gli è arrivata la cartella della Agenzia delle entrate e dovrebbe pagare 1500€ per 5 anni di omessa dichiarazione. volevo sapere se può presentare ora la dichiarazione ed eventualmente quali modelli utilizzare e come e se può sanare la posizione ricorrendo alla legge D'Alema del 1999 .
ciao comincia ad andare da un dottore commercialista serio per fargli vedere la cartella di pagamento. Spesso l'agenzia può compiere anche errori. Inoltre vedi bene di che redditi si tratta. se il contribuente in questione è titolare solo di redditi di lavoro dipendente non è tenuto alla presentazione del modello unico. Quindi vai da un commercialista per farti "leggere" la cartella di pagamento e vedere cosa effettivamente devi pagare.
Dissento in parte dalle risposte che ti sono state date.Il lavoratore dipendente è esentato dalla presentazione della dichiarazione perchè gli obblighi fiscali sono assolti dal suo sostituto, cioè il soggetto che per legge deve svolgerli al posto suo. Ovvero, il datore di lavoro.Il datore di lavoro però non conosce tutte le variabili che possono influire sui calcoli, pertanto all'inizio dell'anno chiede al dipendente di compilare un modulo nel quale si dichiara il diritto a determinate detrazioni, per esempio per familiari a carico, e l'esistenza o meno di altri redditi.All'inizio dell'anno successivo, cioè a calcoli eseguiti, il datore di lavoro consegna al dipendente il modello CUD che riepiloga tutti questi conteggi. Il lavoratore può non presentare la dichiarazione se:- i conteggi sono esatti e non esistono ulterori agevolazioni a suo favore;- i conteggi sono esatti, esistono agevolazioni a suo favore ma lui non ha intenzione di fruirne.Invece è obbligato a presentare la dichiarazione se:- rifacendo i conteggi emerge un credito a favore dello Stato o degli enti locali;oppure: - il lavoratore ha altri redditi che lo obbligano a presentare il modello Unico e non il 730.In questo caso l'Agenzia delle Entrate provvede a sanzionare l'omissione.Non si può ricorrere al ravvedimento per diminuire l'importo delle sanzioni poichè la violazione è già stata contestata. Ma se si paga subito, si usufruisce comunque di una riduzione.
I lavoratori dipendenti con 1 solo datore di lavoro (ed eventualmente solo la prima casa) non sono obbligati a presentare la dichiarazione. Se la sanzione è per omessa dichiarazione vuol dire che ci sono altri redditi certi ma non dichiarati. Al momento non ci sono sanatorie o condoni. Quelli passati avevano dei termini entro cui autodenunciarsi una volta arrivata la cartella c'è poco da fare. O si è in grado di dimostrare che c'è un errore (e si fa ricorso) oppure si paga, magari chiedendo una rateizzazione.
adesso non puoi fare niente, paghi e basta. dal prox anno in poi ti rechi in un caf porti il cud o i cud e fai la dichiarazione dei redditi (730 perchè sei dipendente) .. non è detto che sei obbliagato a farlo, può essere a tuo vantaggio se hai spese da portare in detrazione.se l'agenzia delle entrate ti ha mandato la sanzione per omessa dichiarazione è perchè si sarà accorta che cmq anche con un solo cud eri obbligato ( ad esempio figli a carico, quando poi in realtà non lo erano)
se l'agenzia delle entrate pretende un pagamento di sicuro sara' per qualche altro motivo anche perchè il dipendente paga gia' le tasse alla fonte e il cud non è altro che un resoconto di quello che hai percepito e le tasse che hai pagatouna volta che ti danno il cud lo conservi e noon devi fare altre dichiarazioniper il modello 740 è un'altra cosa
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2011年5月25日星期三
2011年5月16日星期一
Il Papa ricorda che l'immigrato è un essere umano
"L'immigrato è un essere umano, differente per cultura e tradizione ma comunque da rispettare", e "la violenza non deve essere mai per nessuno il modo per risolvere le difficoltà". Lo ha detto il Papa all'Angelus in piazza san Pietro, riferendosi ai fatti accaduti nei giorni scorsi a Rosarno, in Calabria.
Bisogna ripartire - ha esclamato il Papa - "dal cuore del problema. Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato - ha affermato con forza - è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare nell'ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita".
"La violenza - ha detto ancora - non deve essere mai, per nessuno, la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano. Invito - ha concluso - a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me".
Gli immigrati hanno diritti ma la violenza non è giusta
-"La violenza non sia mai, per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema ¨ anzitutto è umano. Invito a guardare il volto dell'altro, e ha scoprire che egli ha un animo, una storia e che Dio lo ama, come ama me".
"Due fatti - ha spiegato il Papa - hanno attirato in modo particolare la mia attenzione in questi ultimi giorni: in primo luogo il caso della condizione dei migranti che cercano una condizione migliore in paesi che hanno bisogno e le situazioni conflittuali in varie parti del mondo, in cui i cristiani sono oggetti di attacchi spesso anche violenti".
"Bisogna ripartire dal cuore del problema - ha suggerito Benedetto XVI - ogni migrato è un essere umano, differente da cultura, religione e storia, ma pur sempre una persona da rispettare, con diritti-doveri da rispettare. E' facile la tentazione dello sfruttamento".
Egitto, non ci può essere violenza in nome di Dio
La "diversità religiosa" non può mai giustificare la violenza, e "non può esserci violenza in nome di Dio": lo ha detto il Papa all'Angelus riferendosi alle violenze dei giorni scorsi in Egitto e in altre parti del mondo contro alcune comunità cristiane. "Occorre che le istituzioni - ha aggiunto - non vengano meno alle proprie responsabilità".
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Bisogna ripartire - ha esclamato il Papa - "dal cuore del problema. Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato - ha affermato con forza - è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare nell'ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita".
"La violenza - ha detto ancora - non deve essere mai, per nessuno, la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano. Invito - ha concluso - a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me".
Gli immigrati hanno diritti ma la violenza non è giusta
-"La violenza non sia mai, per nessuno la via per risolvere le difficoltà. Il problema ¨ anzitutto è umano. Invito a guardare il volto dell'altro, e ha scoprire che egli ha un animo, una storia e che Dio lo ama, come ama me".
"Due fatti - ha spiegato il Papa - hanno attirato in modo particolare la mia attenzione in questi ultimi giorni: in primo luogo il caso della condizione dei migranti che cercano una condizione migliore in paesi che hanno bisogno e le situazioni conflittuali in varie parti del mondo, in cui i cristiani sono oggetti di attacchi spesso anche violenti".
"Bisogna ripartire dal cuore del problema - ha suggerito Benedetto XVI - ogni migrato è un essere umano, differente da cultura, religione e storia, ma pur sempre una persona da rispettare, con diritti-doveri da rispettare. E' facile la tentazione dello sfruttamento".
Egitto, non ci può essere violenza in nome di Dio
La "diversità religiosa" non può mai giustificare la violenza, e "non può esserci violenza in nome di Dio": lo ha detto il Papa all'Angelus riferendosi alle violenze dei giorni scorsi in Egitto e in altre parti del mondo contro alcune comunità cristiane. "Occorre che le istituzioni - ha aggiunto - non vengano meno alle proprie responsabilità".
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2011年5月4日星期三
L’Audi A7 Sportback sfida BMW, Mercedes e Porsche
L'Audi A7 Sportback 3.0 TDI è arrivata terza
Nel “primo contatto” di questa settimana ci occupiamo dell’Audi A7 Sportback. Per valutare se l’ammiraglia/coupé a cinque porte di Ingolstadt ha le carte in regola per sfondare nel nostro mercato l’abbiamo confrontata con quattro modelli trendy turbodiesel a trazione integrale con prezzi compresi tra 60.000 e 65.000 euro.
- 5° Mercedes E 350 CDI S.W. 4MATIC Avantgarde 60 punti
- 4° Porsche Cayenne Diesel 66 punti
- L’Audi A7 Sportback 3.0 TDI è arrivata terza
- 2° BMW X6 xDrive30d Eletta 69 punti
- 1° BMW 530d xDrive GT Eletta 76 punti
L’unica vera rivale diretta è la BMW serie 5 GT, per completare la cinquina ci siamo affidati a SUV (BMW X6 e Porsche Cayenne) e station wagon (Mercedes classe E S.W.). Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione veicoli con potenze non superiori ai 245 CV.
5° Mercedes E 350 CDI S.W. 4 MATIC Avantgarde 60 punti
4° Porsche Cayenne Diesel 66 punti
3° Audi A7 Sportback 3.0 TDI 68 punti
2° BMW X6 xDrive30d Eletta 69 punti
1° BMW 530d xDrive GT Eletta 76 punti
Le caratteristiche delle auto, e i motivi del nostro giudizio, nella gallery.
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